A cura del team NIPA Palma
Una palapa si giudica da tre distanze. Dalla spiaggia, quando è ancora una silhouette contro il cielo; sul bordo della gronda, entrando nella sua ombra; e dal basso, una volta seduti, con lo sguardo sul legno. In un hotel sulla costa messicana ce n'è anche una quarta: quella del calendario, quando la foglia va rinnovata e il bar o il ristorante deve chiudere per qualche settimana.
Una palapa sintetica conserva la struttura in legno o acciaio e cambia solo la copertura. In NIPA Palma Sintética produciamo quella copertura, e il modo più chiaro per spiegarla è percorrere quelle distanze una per una.
Da lontano: la silhouette e l'insieme
A cento metri nessuno distingue una foglia dall'altra. Si leggono la massa della copertura, la sua pendenza e il suo colore. Per questo la prima decisione estetica riguarda il tono prima della texture: NIPA offre una finitura vicina alla foglia appena essiccata, Secada al sol (essiccata al sole), e una più grigia e posata, Envejecida (invecchiata). La prima risulta calda e chiara; la seconda accompagna fin dal primo giorno il legno scuro e la pietra.
La distanza lunga è anche quella dell'insieme. In un resort raramente c'è una sola palapa: ci sono il ristorante, il bar sulla spiaggia, i letti balinesi e, a volte, la reception. Con un'unica specifica tutte condividono tono e bordo anche se cambiano forma —coniche, piramidali, a padiglione—, e l'insieme si legge come un unico progetto e non come una somma di lavori di anni diversi.

Sulla gronda: dove si vede il mestiere
Avvicinandosi, lo sguardo va al bordo. Una palapa intrecciata termina con una gronda spessa, con diversi strati di foglia sovrapposti, e una copertura sottile si tradisce proprio lì. In una copertura NIPA il primo corso viene posato doppio lungo tutto il perimetro: il bordo appare pieno da qualsiasi angolo e copre l'attacco del corso successivo.
Più in alto, la densità dipende dalla distanza tra i corsi. Ognuno lascia a vista 22 cm, il che dà una superficie fitta e con una propria ombra. Colmi e displuvi si rifiniscono con pezzi fatti apposta, non con pannelli piegati sullo spigolo.
Se sta valutando la finitura, la guardi su un'opera finita o in foto scattate all'altezza degli occhi, non su un pannello sciolto sopra un tavolo. Un pannello isolato non ha gronda.

Dal basso: la struttura a vista
Seduto al tavolo o su un lettino, l'ospite vede ciò che c'è tra lui e il cielo: capriate, travi, listelli e la faccia inferiore della copertura. I pannelli NIPA si fissano direttamente su listelli distanziati 20–22 cm, senza tavolato continuo, così il legno resta a vista e l'aria circola come sotto una palapa di foglie.
Non avere tavolato né membrana non significa che l'acqua si risolva da sola. La copertura è impermeabile quando la pendenza —minimo 18°—, le sovrapposizioni, l'interasse dei listelli e le finiture di colmo, displuvi e gronda sono ben risolti. Questi punti si verificano sui disegni prima del preventivo.

La quarta distanza: il calendario dell'hotel
Spesso il progetto non è una palapa nuova, ma quella che gli ospiti già conoscono. Se la struttura è sana, sostituire la foglia con una copertura NIPA permette di conservare la forma e il luogo.
Il lavoro comincia dal legno. Sotto la foglia naturale, travi e listelli restano a lungo umidi, e ci sono danni che dal basso non si vedono. Poiché la nuova copertura è pensata per molti anni, la struttura deve accompagnare quell'orizzonte: si controlla pezzo per pezzo, si sostituisce il necessario e i listelli si regolano a 20–22 cm. Sulle coste soggette a uragani il controllo include gli ancoraggi, perché la resistenza al vento di una copertura dipende dalla struttura che la sostiene.
Valutato il legno, il lavoro si organizza per zone e date, secondo l'occupazione. Il bar sulla spiaggia può cambiare copertura in bassa stagione mentre il ristorante resta aperto.
Ci sono palapas che è meglio lasciare con la foglia naturale: quelle che fanno parte di un patrimonio o i progetti il cui valore sta proprio nel mestiere del palapero. In questi casi, glielo diciamo.

Se sotto la palapa c'è una cucina
Quando la palapa copre un ristorante con griglia o un bar con cucina, la domanda sul fuoco arriva presto. Per queste zone NIPA offre una versione FR con classificazione Classe A secondo la ASTM E108; la versione standard non è classificata. La cosa pratica è decidere zona per zona quando si definisce la specifica, e risolvere nello stesso momento cappa, distanze e rilevazione, che la classificazione non copre. Lo spieghiamo nel nostro articolo su cosa significa la Classe A secondo la ASTM E108.
Ci invii la sua palapa in tre foto
Il modo più rapido per iniziare segue l'ordine di questo articolo: una foto da lontano, una della gronda e una dal basso, insieme alla posizione dell'hotel. Così vediamo lo stile, lo stato della struttura e la scala. Se ha già disegni o misure con l'altezza, calcoliamo il numero di pannelli, compresi colmo, displuvi e gronda; altrimenti, in Messico possiamo organizzare un sopralluogo per misurare in sito.
Può inviarle tramite il modulo di contatto. Abbiamo disponibilità di magazzino in Messico, e i tempi di consegna si confermano per iscritto nel preventivo.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra palapa sintetica e palma sintetica?
La palma sintetica è il materiale della copertura; la palapa sintetica è la struttura finita con quel materiale. In un preventivo si specifica la palma sintetica; nel progetto si parla di palapas.
Si può conservare la struttura della palapa attuale?
Spesso sì. Prima si controllano travi, listelli e ancoraggi; poi i listelli vengono regolati a 20–22 cm per ricevere i pannelli NIPA. La pendenza del tetto deve essere di almeno 18°.
Quanto tempo richiede la consegna in Messico?
Abbiamo stock in Messico. I tempi dipendono dal volume, dalla destinazione e dal suo cronoprogramma dei lavori, e vengono confermati per iscritto nel preventivo.